Sorvoliamo sul fatto che oggi non ho aperto il libro e ciò non è bello.
Sorvoliamo sul fatto che oggi la mia professoressa Anna, con la fama di esser una che agli esami è poco generosa, ha sporto qualche minaccia in aula.
C'erano delle persone che chiacchieravano e disturbavano la sua lezione, così ad un certo punto ha esclamato: "Voi lassù...noi ci vedremo all'esame!". A questo punto io e le mie colleghe che avevamo smesso di parlare appena cinque minuti prima abbiamo deciso che domani cambieremo posto, non si sa mai.
Sorvoliamo sul fatto che stasera sono andata in palestra e non so, se la mia istruttrice avesse voluto farmi sollevare un elefante non credo che sarebbe cambiato molto. Ho le cosce un po' traballanti, credo che domattina accuserò qualche sintomo doloroso (facciamo finta di parlare difficile).
Sorvoliamo anche sul fatto che ho mangiato un pancakes con nutella... che buono... è mezz'ora che sorvolo, passiamo ai fatti.
Pochi attimi fa ricordavo con la mia coinquilina (in realtà ricordavo da sola, visto che lei non era presente e quindi era ascoltatrice del mio aneddoto) l'episodio in cui mia sorella involontariamente e inconsciamente mi beccò il dito nella portiera dell'auto.
Era una calda mattina d'estate, mio padre ci aveva accompagnato alla fermata del pullman perchè io e M. dovevamo andare a Cagliari a fare shopping. Io stavo sul sedile davanti della Punto a 5 porte e scesi per prima, così appoggiai la mano vicino alla fessura che si trova tra lo sportello di dietro e quello di davanti... insomma dove ci sono i cardini, mi son spiegata? Vabbè.
Dicevo, posai la mano accanto al punto critico e mia sorella chiuse lo sportello di dietro beccandomi il dito indice poco sotto l'unghia (e me'è andata bene). Lanciai un urlo e riuscii ad evitare la totale chiusura dello sportello salvando quel cm del mio dito che se no sarebbe andato perduto.
Rimasi immobile a guardare il mio dito caldo che pulsava per qualche attimo, poi mio padre inizio a dire un sacco di parolacce (è fatto così, mica ti consola) e si recò al primo supermercato che capitò prima che giungesse il pullman. Comprò dei ghiaccioli, ne prese uno, lo spezzettò con la mano, levò la stecca e me lo arrotolò attorno al dito.
Trascorsi il viaggio in pullman nel tentativo di far durare quel ghiacciolo il più possibile. Il dito era rosso, gonfio e un po' storto all'inizio, poi verso metà mattina il dolore si attenuò e iniziai a muoverlo un po'; entro il giorno dopo passò tutto.
Tutto sommato mi è andata bene... ma non lo auguro a nessuno! ^__^
Sorvoliamo sul fatto che oggi la mia professoressa Anna, con la fama di esser una che agli esami è poco generosa, ha sporto qualche minaccia in aula.
C'erano delle persone che chiacchieravano e disturbavano la sua lezione, così ad un certo punto ha esclamato: "Voi lassù...noi ci vedremo all'esame!". A questo punto io e le mie colleghe che avevamo smesso di parlare appena cinque minuti prima abbiamo deciso che domani cambieremo posto, non si sa mai.
Sorvoliamo sul fatto che stasera sono andata in palestra e non so, se la mia istruttrice avesse voluto farmi sollevare un elefante non credo che sarebbe cambiato molto. Ho le cosce un po' traballanti, credo che domattina accuserò qualche sintomo doloroso (facciamo finta di parlare difficile).
Sorvoliamo anche sul fatto che ho mangiato un pancakes con nutella... che buono... è mezz'ora che sorvolo, passiamo ai fatti.
Pochi attimi fa ricordavo con la mia coinquilina (in realtà ricordavo da sola, visto che lei non era presente e quindi era ascoltatrice del mio aneddoto) l'episodio in cui mia sorella involontariamente e inconsciamente mi beccò il dito nella portiera dell'auto.
Era una calda mattina d'estate, mio padre ci aveva accompagnato alla fermata del pullman perchè io e M. dovevamo andare a Cagliari a fare shopping. Io stavo sul sedile davanti della Punto a 5 porte e scesi per prima, così appoggiai la mano vicino alla fessura che si trova tra lo sportello di dietro e quello di davanti... insomma dove ci sono i cardini, mi son spiegata? Vabbè.
Dicevo, posai la mano accanto al punto critico e mia sorella chiuse lo sportello di dietro beccandomi il dito indice poco sotto l'unghia (e me'è andata bene). Lanciai un urlo e riuscii ad evitare la totale chiusura dello sportello salvando quel cm del mio dito che se no sarebbe andato perduto.
Rimasi immobile a guardare il mio dito caldo che pulsava per qualche attimo, poi mio padre inizio a dire un sacco di parolacce (è fatto così, mica ti consola) e si recò al primo supermercato che capitò prima che giungesse il pullman. Comprò dei ghiaccioli, ne prese uno, lo spezzettò con la mano, levò la stecca e me lo arrotolò attorno al dito.
Trascorsi il viaggio in pullman nel tentativo di far durare quel ghiacciolo il più possibile. Il dito era rosso, gonfio e un po' storto all'inizio, poi verso metà mattina il dolore si attenuò e iniziai a muoverlo un po'; entro il giorno dopo passò tutto.
Tutto sommato mi è andata bene... ma non lo auguro a nessuno! ^__^
Written by JustLitz
alle ore 22:41 | commenti (12)
Categoria: cazzeggio, studio, risate, palestra, università , tempi andati
Categoria: cazzeggio, studio, risate, palestra, università , tempi andati







