Oggi devo rendere pubbliche le mie prodezze, avvenute per la precisione ieri mattina.
Ho preso il pullman per cagliari e sono arrivata qui a casa intorno alle 11.30, poichè c'era caldo e non avevo voglia di incasinarmi la vita ho deciso di andar subito a far la spesa, così non sarei dovuta uscire nuovamente nel pomeriggio. Premetto che ero sola, due coinquiline non tornano da una vita e l'altra era andata via la mattina stessa. Poco prima di chiudere la porta alle mie spalle penso: "Non dò il giro di chiave, tanto sto qua sotto ci metto poco".
Mi avvio verso il supermercato, faccio la spesa con tutta calma, esco e quando sono a metà strada mi balza in mente un pensiero: "Cazzo ho lasciato le chiavi dentro casa"; la conferma è arrivata 1 secondo dopo quando, aprendo la borsa, ho constatato che le chiavi non c'erano.
Sapevo che S. doveva andar via la mattina, ma quando son arrivata la porta non era chiusa a chiave, così ho pensato che non avesse ancora lasciato Cagliari e dovesse magari prendersi la roba. Con un barlume di speranza la chiamo in preda al panico per chiederle dove si trova e li tutto svanisce poichè mi dice che era già rientrata al suo paese.
Arrivo di fronte al portoncino di casa e tra una nevrosi e qualche lacrima cerco di pensare con calma a cosa fare: chiamo papà per chiedergli aiuto.
Io (con la voce da isterica impanicata): papà sono uscita a fare la spesa e ho lasciato le chiavi dentro casa come cazzo faccio ad aprire? Sono da sola!
Papà: Oh no... porca puttana, porca puttana...
Mi chiede varie caratteristiche della porta, dopo di che mi dice di dare un calcio secco nel punto accanto alla serratura, di modo che quella specie di passantino piccolino grazie al colpo si spostasse e la porta si aprisse. Provo a dare un paio di calci ma niente da fare, al chè gli dico che provo a chiedere aiuto a qualcuno e che gli faccio sapere in seguito come si evolve la cosa.
La prima vittima è un apparente abitante della palazzina, doveva essere arabo o giù di li, chiaramente non è riuscito ad aiutarmi perchè capiva pure poco di quel che dicevo.
La seconda doveva essere la mia vicina, o almeno i suoi figli, ma non hanno aperto la porta nonostante avessi suonato e la mia faccia disperata fosse nel centro del loro spioncino.
Sempre più in preda al panico capisco che l'unica cosa da fare è chiamare E. che era la più vicina e chiederle di venire a Cagliari il prima possibile per aprirmi la porta.
Così la chiamo e dopo avermi ripetuto di calmarmi ed essersi fatta una risata mi dice che alla sorella ciò era già successo 3 volte e che devo semplicemente chiamare i vigili del fuoco per farmi aprire.
Chiamo il 115 ma com'è logico il cellulare non è capace di chiamare i numeri d'urgenza, così son stata costretta a richiamare papà e a chiedergli di chiamarli dal fisso.
I vigili del fuoco sono arrivati alle ore 12:50 e mi hanno aperto la porta con una schedina e qualche scossa al portoncino. Li ringrazio dopo avergli dettato i miei dati personali e mi becco pure la battuta di sfottò:
"Le chiavi le ha prese?"
La cosa assurda poi è che come ho già detto sopra, mentre uscivo alle chiavi ci ho pensato! Solo che non mi son sognata di guardare dentro la borsa....
Dopo stavolta quel mazzetto di metallo me lo metterò in qualche bel posto in modo da non dimenticarlo mai più.
Ho preso il pullman per cagliari e sono arrivata qui a casa intorno alle 11.30, poichè c'era caldo e non avevo voglia di incasinarmi la vita ho deciso di andar subito a far la spesa, così non sarei dovuta uscire nuovamente nel pomeriggio. Premetto che ero sola, due coinquiline non tornano da una vita e l'altra era andata via la mattina stessa. Poco prima di chiudere la porta alle mie spalle penso: "Non dò il giro di chiave, tanto sto qua sotto ci metto poco".
Mi avvio verso il supermercato, faccio la spesa con tutta calma, esco e quando sono a metà strada mi balza in mente un pensiero: "Cazzo ho lasciato le chiavi dentro casa"; la conferma è arrivata 1 secondo dopo quando, aprendo la borsa, ho constatato che le chiavi non c'erano.
Sapevo che S. doveva andar via la mattina, ma quando son arrivata la porta non era chiusa a chiave, così ho pensato che non avesse ancora lasciato Cagliari e dovesse magari prendersi la roba. Con un barlume di speranza la chiamo in preda al panico per chiederle dove si trova e li tutto svanisce poichè mi dice che era già rientrata al suo paese.
Arrivo di fronte al portoncino di casa e tra una nevrosi e qualche lacrima cerco di pensare con calma a cosa fare: chiamo papà per chiedergli aiuto.
Io (con la voce da isterica impanicata): papà sono uscita a fare la spesa e ho lasciato le chiavi dentro casa come cazzo faccio ad aprire? Sono da sola!
Papà: Oh no... porca puttana, porca puttana...
Mi chiede varie caratteristiche della porta, dopo di che mi dice di dare un calcio secco nel punto accanto alla serratura, di modo che quella specie di passantino piccolino grazie al colpo si spostasse e la porta si aprisse. Provo a dare un paio di calci ma niente da fare, al chè gli dico che provo a chiedere aiuto a qualcuno e che gli faccio sapere in seguito come si evolve la cosa.
La prima vittima è un apparente abitante della palazzina, doveva essere arabo o giù di li, chiaramente non è riuscito ad aiutarmi perchè capiva pure poco di quel che dicevo.
La seconda doveva essere la mia vicina, o almeno i suoi figli, ma non hanno aperto la porta nonostante avessi suonato e la mia faccia disperata fosse nel centro del loro spioncino.
Sempre più in preda al panico capisco che l'unica cosa da fare è chiamare E. che era la più vicina e chiederle di venire a Cagliari il prima possibile per aprirmi la porta.
Così la chiamo e dopo avermi ripetuto di calmarmi ed essersi fatta una risata mi dice che alla sorella ciò era già successo 3 volte e che devo semplicemente chiamare i vigili del fuoco per farmi aprire.
Chiamo il 115 ma com'è logico il cellulare non è capace di chiamare i numeri d'urgenza, così son stata costretta a richiamare papà e a chiedergli di chiamarli dal fisso.
I vigili del fuoco sono arrivati alle ore 12:50 e mi hanno aperto la porta con una schedina e qualche scossa al portoncino. Li ringrazio dopo avergli dettato i miei dati personali e mi becco pure la battuta di sfottò:
"Le chiavi le ha prese?"
La cosa assurda poi è che come ho già detto sopra, mentre uscivo alle chiavi ci ho pensato! Solo che non mi son sognata di guardare dentro la borsa....
Dopo stavolta quel mazzetto di metallo me lo metterò in qualche bel posto in modo da non dimenticarlo mai più.

Written by JustLitz
alle ore 15:03 | commenti (7)
Categoria: vita, test, sbadataggine, casa cagliari
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